AZIONE UNIVERSITARIA PRATO

•settembre 27, 2007 • Lascia un commento

Settembre 2007

  

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AZIONE UNIVERSITARIA PRATO

  

La presidenza del circolo di A.U. Falcone ed il coordinamento prov. di A.U. Prato, danno il benvenuto a tutti Voi studenti (veterani e matricole) augurandoVi un buon anno accademico.

Cogliamo inoltre l’occasione per spiegare meglio chi siamo, in cosa crediamo e che lavoro svolgiamo all’interno dell’ateneo Pratese. Il nostro impegno, come AZIONE UNIVERSITARIA, ha radici ben consolidate nel tempo e rispecchia quelli che sono gl’ideali e le prospettive di ogni studente il quale creda nel diritto di studio e nella meritocrazia. Noi siamo te, siamo ogni singolo studente della tua facoltà. Come te anche noi siam studenti e viviamo giornalmente quelli che possono essere i disagi o i pregi del nostro istituto.  

Crediamo come te, che uno studente possa andare avanti solo grazie alle proprie capacità e non tramite favoritismi volti a calpestare i diritti ed i meriti del prossimo.

Crediamo come te, in un’informazione libera, diretta, semplice, che sappia enunciare a te  “cittadino del domani” ciò che realmente accade nella nostra nazione e nel mondo.

Crediamo come te, nel diritto di studio ritenendo quindi, di non dover essere “strozzati” dalle tasse universitarie come questo (mal)governo, coadiuvato dal rettorato dell’ateneo, ha fatto e sta facendo.

Crediamo in una Università sempre più Campus, che sappia abbracciare a pieno le esigenze dei propri iscritti, che offra opportunità chiare ed utili di stage formativi, offra svaghi sportivi ed attività ricreative volte ad una formazione personale e culturale NON sottovalutabile.

Siamo studenti, ma prima di tutto siamo cittadini italiani ma soprattutto SIAMO PRATESI, e come tali abbaimo le palle piene della continua negligenza da parte istituzioni e del rettorato (entrambi di sinistra).

Siamo stanchi di non vedere un futuro post laurea e siamo profondamente delusi da una classe dirigenziale, politica ed economica, che salvaguardia esclusivamente i propri interessi di lobby, non pensando al futuro dei giovani  di Prato (Universitari e non).

Proponiamo dunque, di riprenderci il nostro FUTURO, perché non crediam più alle favole e perché siamo incazzati neri verso coloro che prima promettono e poi non mantengono. Intendiamo quindi lottare in modo civile, facendo nostre le armi della diplomazia e della democrazia, al fine di costruire il NOSTRO AVVENIRE.

Il nostro invito è rivolto a te che stai leggendo, a  te che credi nell’Italia, in Prato, nel tuo Futuro, nella legalità, nella Meritocrazia, a te che confidi in uno stato che non opprima di tasse i propri cittadini, ma che li renda realmente liberi… a te … proprio a te, estendiamo il nostro invito ad unirti ad Azione Universitaria, perché ricorda: IL DOMANI APPARTIENE A NOI!

Buon anno a accademico a tutti!

  Coord. Prov Prato –

  Pres.za Circolo Falcone -

 Dir.ne giornale “Il cavaliere” – IL GIGLIO

AZIONE UNIVERSITARIA PRATO

•settembre 20, 2007 • Lascia un commento

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Azione Universitaria Prato:

l’arma giusta per i tuoi obbiettivi!

BASTA ESITARE!!! ENTRA IN

AZIONE!!!

 

Contatti : n.ventura@email.it          ; 393.40.29.181 – COORDINATORE PROV.
                 lorenzo.soffi@ibero.it      ; 333.81.71.256 – PRESIDENTE DI CIRCOLO

DICO…… NO!

•settembre 20, 2007 • Lascia un commento

Libri & Lirbi

•settembre 20, 2007 • Lascia un commento

Pubblico di seguito un articolo di Gianmario Mariniello, dirigente Nazionale di Azione Giovani

Un libro da leggere: un Conservatore scomodo

L’ho letto oggi in treno, tra andata e ritorno (che è stato drammatico) sul mitico IC Aversa-Roma. 118 pagine per 12,50 euri.
Andrea Ungari nel suo libro traccia un ritratto di Leo Longanesiche non fu solo colui che coniò lo slogan “Mussolini ha sempre ragione” – nel quale le vicissitudini personali a volte sembrano condizionare troppo il pensiero del grande conservatore romagnolo: influirono, certo, ma non furono determinanti nella formazione del pensiero di questo grande uomo di cultura.
Ma quello di Ungari è un gran bel libricino perchè è scorrevolecome sarebe piaciuto a Leo Longanesiaccattivante, documentato. Traccia uno spaccato dell’Italia antifascista che dovrebbe mettere a tacere chi ancora oggi si riempe la bocca di retorica antifascista: straordinaria la cronaca del periodo “napoletano” di Longanesi, le sue dispute con Don Benedetto (Croce) e poi le aspre polemiche con il Mondo di Pannunzio.
Quello che emerge dal libro è un conservatore a tutto tondo, ottocentesco, che seppe però produrre prodotti editoriali di successo durante e dopo il fascismo (conosceva e “capiva” gli italiani) e seppe formare come un vasaio una quantità interminabile di grandi firme di grandi qualità. Importò in Italia tante firme del mondo anglosassone, alla faccis di chi ancora oggi definisce “provinciale” Longanesi. Il suo editing era invasivo ma educativo, il suo lavoro poliedrico e fantasioso. Era l’editore ma anche il vignettista e l’amministratore del Libraio, del Borghese e di tutto ciò che fece prima.
Leo Longanesi fu un grande conservatore. E fu un italiano orgoglioso di essere tale, ma deluso dagli italiani, dai loro voltafaccia, dal loro conformismo (fascista prima ed antifascista poi). Leo Longanesi non morì fascista. Certamente morì anti antifascista.

UNO STUDIO COME SFIDA AL FUTURO… E A SE STESSI

•settembre 19, 2007 • Lascia un commento

Scuola

Studiare per vincere

di Marcello de Angelis

  Che la chiamata alle urne sia per il prossimo marzo, aprile o maggio, comunque sia, la campagna elettorale ha avuto inizio e continuerà ininterrotta per i prossimi sei/otto mesi. La sinistra ha passato quattro anni e mezzo a fare ciò che le è più congeniale: l’opposizione netta, totale e senza riserva. La destra si è trovata ad assolvere un compito che le era invece nuovo: guidare la nazione – e non sufficientemente presto si è resa conto che si trattava di guidarla fuori da vere e proprie sabbie mobili. Chi credeva che il compito fosse facile, ha avuto modo di raffreddare i propri entusiasmi a mano a mano che i danni strutturali provocati e camuffati dalla serie di governi di centrosinistra – per lo più non eletti ma frutto di accordi sovranazionali tra poteri forti – o cosiddetti tecnici. L’estensione del danno economico e sociale non è ancora del tutto contabilizzata: dieci anni di spoliazioni e svendite bilanciate da riforme che tentavano di stravolgere per sempre gli assetti storici, sociali e culturali della nostra nazione. Il governo di centrodestra ha dedicato i primi anni di governo a verificare la vera condizione delle istituzioni che aveva preso in gestione e ha cercato, nel tempo che gli rimane, di adottare qualche correttivo di emergenza. Ma la crisi è reale e profonda e sei o sette mesi ancora di governo non saranno sufficienti ad invertire la marcia e realizzare le premesse concrete di un rilancio nazionale. Ci vorrebbero altri cinque anni, per poter, una volta tappato i buchi e gettate nuove fondamenta, erigere un edificio solido e pulito sulle macerie del marciume di quelli precedenti. Ma non sarà facile. E se torneranno i Proci, non dovranno che ricominciare la devastazione lì dove era stata interrotta nel 2001. La sinistra, dicevamo, sembra avere buon gioco: criticare l’operato altrui è facile, governare la crisi è difficile; addossare i problemi attuali a chi li deve risolvere dimenticando chi li ha provocati, è altrettanto comodo. E la destra, come abbiamo detto non poche volte, non comunica: non dice ai propri elettori – ma nemmeno ai militanti e ai dirigenti – che cosa ha fatto, che cosa intende fare o cosa farà. è un centrodestra convinto delle virtù del “fare” e si illude che i risultati si vedano da soli. E così, persino noi, già tartassati quotidianamente da una propaganda politica di attacco al governo, ben congeniata e coordinata, ci troviamo su molti argomenti a conoscere a memoria la lista delle doglianze e delle accuse proferite dalla sinistra e non avere elementi per controbattere sulle materie specifiche. Eppure non manca giorno che, armandoci di buona volontà e bussando alle porte di chi sa, non si scopra quanto e quanto ragionevolmente, in alcuni campi, questo governo abbia prodotto… tenendocelo ben nascosto.

Tra pochi mesi, dunque, il confronto elettorale entrerà nel vivo. Mentre la coalizione di governo continua a dedicarsi alla polemica interna e al toto-candidato, perdendo tempo prezioso, la sinistra affila le armi per uno scontro che sarà, per la nostra Nazione, comunque decisivo. Noi non staremo a guardare, ma cercheremo di controbattere le tesi accusatorie dell’opposizione stanando chi al governo o nelle istituzioni ha lavorato bene e costringendolo a darci gli elementi utili per difendere il suo operato e assegnare ai veri responsabili colpe e meriti. In ogni campo.

E, considerata la stagione, cominciamo dalla scuola.

 

Ciao mondo!!

•settembre 18, 2007 • 1 commento

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